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Krapfen o bombolone: una frittella che unisce l’Europa

08/02/2023

Soffice, fritto, goloso. È uno dei dolci più famosi al mondo. Capace di conquistare, nel corso dei secoli, i palati di tutta Europa. Assumendo molti nomi (e molte ricette). In Italia, è noto come ‘Bomba’ o ‘Bombolone’.

Il Krapfen è un dolce fritto a forma di palla schiacciata e tipico del periodo di Carnevale (la festa ‘degli eccessi’ che viene prima dell’inizio della Quaresima, ovvero i 40 giorni che precedono la Pasqua Cristiana). Benché esistano diverse teorie sulle sue origini, che dovrebbero risalire all’Austria-Germania del Seicento, in Europa è da sempre amatissimo da adulti e bambini e, in ogni luogo in cui è arrivato, la cultura locale ne ha adattato ricetta e nome in base ai gusti e alle abitudini dei suoi abitanti. Una passione che, oggi, sta conquistando i consumatori di tutto il mondo, grazie anche a un’ampia offerta di questi prodotti nel segmento surgelati.

‘Bomba’ o ‘Bombolone’: il Krapfen all’italiana

In Italia l’amore per il krapfen si è diffuso prima al Nord, nella zona delle Dolomiti, dove viene chiamato ‘Faschingskrapfen’, letteralmente ‘krapfen del Carnevale’. Scendendo più a Sud è stato chiamato ‘Bombolone’ o ‘Frate’, in Toscana ed Emilia Romagna, e ‘Bomba’ in Lazio. In Campania e Sicilia esistono invece le ‘Graffe’, che all’aspetto ricordano però più i donut americani.
Anche se all’apparenza simili, questi dolci presentano importanti differenze rispetto al Krapfen originale. Se infatti quest’ultimo è un dolce a pasta piena, con un impasto ricco di uova e burro e spesso farcito di marmellata o crema, il ‘Bombolone’ è fatto con una pasta più leggera ed è tradizionalmente vuoto. In Toscana ed Emilia è da tempo immemore la merenda di metà pomeriggio preferita da adulti e bambini sulle spiagge del Mar Tirreno e dell’Adriatico. Diversa ancora la ‘Bomba’ romana: sempre a base di pasta leggera, è però ripiena di crema pasticciera o cioccolato. Amatissima dagli abitanti della capitale a ogni ora del giorno (e della notte).

I rumor sulle origini

In Austria raccontano che la prima donna a preparare il Krapfen sia stata una pasticcera viennese, Cecilia Krapf, nel 1690. Secondo la storia, la sua apprendista quel giorno si era comportata male e allora Cecilia Krapf le aveva lanciato un pezzo di pasta. La ragazza riuscì però ad abbassare la testa facendo finire la palla in una padella dove friggeva del grasso bollente. Appena Cecilia Krapf si calmò, scoprì di aver creato un dolce delizioso.
Una seconda versione attribuisce la paternità del Krapfen a un pasticcere berlinese che, nel 1750, doveva essere arruolato nell’esercito prussiano come cannoniere. Classificato come non idoneo, gli fu permesso di prestare servizio solo come panettiere da campo. Ne fu così felice che con la pasta lievitata fece delle piccole palle di cannone che poi mise in un pentolone di grasso bollente. Attraverso le campagne di conquista dell’esercito prussiano, queste palle fritte dolci conquistarono tutta la Germania. Sarebbe per questa ragione che nel Paese i Krapfen si chiamano Berliner.
L’origine del dolce potrebbe, tuttavia, aver radici ben più antiche. Più di 2mila anni fa (nel 150 a.C.), nell’Antica Roma, esistevano già degli antenati del Krapfen chiamati ‘Globuli’: frittelline rotonde ottenute friggendo un impasto di farina e ricotta.

Di seguito le ricette per krapfen e bomboloni:

Ingredienti per i Krapfen (circa 12)
• 500 g di farina Manitoba
• 200 g di uova (4 uova medie)
• 150 g di latte fresco
• 50 g di zucchero semolato
• 20 g di lievito di birra fresco
• 100 g di burro
• la scorza di mezzo limone
• sale
• olio di arachidi per friggere

Ingredienti per i Bomboloni (circa 12)
• 250 g di farina 00
• 250 g di farina Manitoba
• 200 g di latte intero
• 100 g di burro morbido
• 100 g di zucchero semolato
• 1 uovo
• 1/2 bacca di vaniglia
• 7 g di lievito di birra disidratato
• 1 cucchiaino di sale

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