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infanzia

Pannolino, che invenzione!

10/02/2023

Un accessorio indispensabile per la cura del bebè. Utilizzato fin dai tempi più remoti. Molte le versioni proposte nel corso degli anni. Dai primi modelli in lino fino ai più moderni usa e getta.

Una delle primissime cose che compriamo quando sta per nascere un bambino è naturalmente il pannolino. O meglio, una gran scorta di pannolini. Si tratta infatti di un super alleato essenziale per affrontare la quotidianità di neogenitori e neonati. Un’invenzione dall’utilità indiscutibile che risale al 1961.

Il panno-lino

Fasce e panni per avvolgere i neonati sono sempre esistiti. In principio si usavano ‘mutande’ di pelle di animale imbottite con muschio e piante che, una volta sporchi, potevano essere facilmente cambiati. Un metodo non troppo igienico, diciamocelo, e che sicuramente irritava la pelle del bambino. A partire dal Medioevo, si iniziano ad usare strisce di lino (da qui il nome panno-lino) avvolte intorno al bacino del bimbo e fissate con una spilla da balia. Successivamente, tessuti più resistenti, come il cotone, prendono il posto del lino. Entra così in voga l’uso dei ciripà con laccetti, pannolini lavabili e riutilizzabili con inserto assorbente e mutandina copri pannolino.

Pannolini usa e getta: comodi, pratici, veloci

Dopo la Seconda guerra mondiale cresce il numero di donne che lavorano fuori casa. Di conseguenza, il tempo a disposizione per occuparsi dei pannolini lavabili è sempre meno. Diventa necessario un sistema più pratico e veloce per cambiare i bambini e mantenerli puliti e asciutti più a lungo. Tante le soluzioni pensate per ovviare al ‘problema’, ma tutte sembrano non essere così efficaci. Bisogna aspettare gli anni Sessanta prima che il pannolino come lo intendiamo noi oggi, ossia quello in cellulosa usa e getta, venga realizzato. Fu proprio Victor Mills, ingegnere chimico americano e dipendente della Procter & Gamble (proprietaria del marchio Pampers) a inventarlo nel 1961. Mills, che era da poco diventato nonno, odiava lavare i pannolini e così cercò una soluzione al problema. Dopo aver sperimentato il frutto del suo ingegno sul suo nipotino, diede vita a ‘il pannolino’. Una piccola rivoluzione per bimbi e genitori. Il successo per questo prodotto, infatti, non si fece attendere. Col tempo, il pannolino va man mano a evolversi offrendo ai piccoli maggior comodità e sicurezza. Vengono inoltre introdotte delle strisce adesive che sostituiscono completamente la spilla da balia.

Pannolini lavabili: economici ed eco-friendly

Super assorbenti, comodi e facili da usare, in commercio esistono tantissime varianti e tipologie di pannolini monouso adatti a ogni necessità. Nonostante ciò, da qualche anno si sta assistendo a un’inversione di tendenza: un ritorno ai pannolini lavabili. Moltissimi genitori, infatti, li trovano comodi e riscontrano anche un notevole risparmio economico. Realizzati in stoffa e altri materiali riutilizzabili, dopo l’utilizzo è necessario lavarli, stenderli, riporli una volta asciutti e, ovviamente, riutilizzarli. Come per i classici pannolini usa e getta, anche quelli lavabili sono disponibili in diverse taglie e formati. Una soluzione ecologica, insomma. Tuttavia, se da un lato i pannolini lavabili sembrano essere particolarmente vantaggiosi, dall’altro possono comportare alcuni svantaggi. Ad esempio, può capitare che con il movimento del bambino il pannolino non sia in grado di trattenere completamente le perdite. Inoltre, alcuni pannolini, pur lavati con cura e attenzione, possono trattenere macchie e, a volte, anche odori.

Ma quindi, pannolino usa e getta o lavabile? Non esiste una scelta migliore dell’altra. Alcuni genitori, scelgono di alternare le due soluzioni: quelli riutilizzabili durante il giorno e i monouso prima di mettere a nanna i bimbi per evitare ‘incidenti notturni’.

 

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